In un contesto in rapida e continua evoluzione, le Aziende SMART ci colpiscono per la capacità di operare una svolta e affrontare le sfide del mercato globale portando risultati di crescita esponenziale.

La parola chiave del loro successo è: ridefinire le regole del gioco.

Le rivoluzioni industriali precedenti all’attuale hanno inciso modificando soprattutto le modalità di produzione e il prodotto; con l’avvento della quarta rivoluzione industriale, grazie all’effetto pervasivo della tecnologia ed alla velocità impressa ai sistemi, l’attenzione si è spostata direttamente sul modello di business.

I business SMART sviluppano modelli iperproduttivi e dirompenti, basati sulla felice interazione di diverse scelte imprenditoriali, strategiche, di business, economiche ed organizzative. Richiedono tuttavia un’adeguata preparazione delle persone e dell’organizzazione. Quindi se un imprenditore non si sente pronto per una svolta decisiva, se un’Azienda non è ancora matura per sostenere questo passaggio o se un professionista o un team si sentono rigidi e diffidenti verso questo cambio di paradigma, sono destinati a continuare a portare avanti i modelli tradizionali?

Il mio punto di vista è nelle righe che seguono.

Prima lezione: Ridefinire le regole del gioco

Viviamo in un mondo che è fatto di tendenze e il campo organizzativo non fa eccezione. La spinta esterna ci mette quasi sempre davanti ad un bivio: applico un nuovo modello o non lo applico? SMART fa per la mia azienda oppure no?

Vi propongo di cominciare col ridefinire questa regola del gioco. Inizio con una domanda: è un buon approccio quello che ci mette davanti al “tutto o niente” e al “prendere o lasciare”? Se questa domanda vi fa sentire bene, proseguite secondo la vostra scelta. In caso contrario e qualcosa vi dice che c’è una terza possibilità, rompete la regola, fidatevi di questo sentire e continuate a leggere.

Cos’è accaduto poco fa? Sia che abbiate smesso di leggere, sia che siate ancora qui, è accaduto qualcosa.

Quando veniamo messi davanti ad un bivio, il nostro campo visivo si restringe e ci spinge a concentrare lo sforzo di pensiero sulle due opzioni proposte. Questa operazione di semplificazione è molto utile quando si vuole rimanere focalizzati, ma chiude la visuale rispetto ad altre possibili scelte.

I problemi e le domande, in realtà, sono come un iceberg, ci presentano una parte, ma ciò che nascondono, il sommerso, potrebbe essere più significativo della parte visibile e di solito lo è. E’ il campo delle opportunità.

ridefinire le regole del gioco 2La parte emersa dell’iceberg, per tornare al nostro esempio, scomoda o comoda che sia, rappresenta la nostra zona di comfort – ciò che è noto e visibile -.
Ci fa sentire “in controllo” di ciò che accade. Alcuni esempi aziendali? Analisi basate sui costi sono più confortevoli che immaginare scenari di aumento dei ricavi; strutturare per procedure la gestione dei processi è più confortevole che ipotizzare che questo lavoro venga fatto in continuum da team temporanei ed indipendenti.
Nella vostra azienda ci si adatta al “si è sempre fatto così”, si accettano al massimo opzioni binarie o si continua a cercare?

Seconda lezione: Cercare le opzioni nascoste

Continuare a cercare, andare oltre nell’esplorazione è una pratica tanto potente, creativa e generatrice di innovazione, quanto faticosa. Tuttavia è necessaria. Per non rimanere intrappolati in scelte che non sono nostre, per non illuderci che esistano soluzioni magiche e a buon mercato, dobbiamo scegliere consapevolmente di immergerci e sondare le profondità della parte sommersa dell’iceberg.

Questo richiede una certa capacità di sopportare la frustrazione, esattamente come accade a tutti i ricercatori. Richiede di sapersi prendere e dare tempo. Richiede di dare spazio a tutti i pensieri che si formano, anche a quelli apparentemente più insensati, senza giudizio. E’ un’attività creativa.

Cosa hanno cercato le aziende SMART?

  • Nuovi spazi di mercato es. BlaBlaCar sceglie di soddisfare una domanda di trasporto personalizzato;
  • Nuove logiche di business es. la logica WIN – WIN applicata da Airbnb, Uber e BlaBlaCar;
  • Nuove modalità di contatto con il cliente/fornitore es. i business platform based già citati;
  • Crescita esponenziale es. il sistema di referenze da clienti di N26 o da fornitori di Airbnb;
  • Nuove forme di Automatizzazione di processi es. risponditori BOT organizzati su livelli di complessità diverse, check in automatizzati, fino a funzioni complesse di due diligence;
  • Nuovi Modelli di organizzazione dei team e del lavoro differenti es. team agili, smart e remote working;
  • Nuove iniziative di fidelizzazione dei dipendenti es. workation (work + vacation, lavoro a distanza in località di vacanza scelte dall’azienda e indirizzato sia ai dipendenti, che alle loro famiglie).

Se anche per voi la parola ricorrente è NUOVO, state cercando nel posto giusto.

Terza lezione: Prendere solo ciò che ispira e lasciare il resto

Quando studio un nuovo modello organizzativo o di business penso raramente ad applicarlo tal quale. Mi disturba l’idea di entrare in un’azienda e tenere lunghe sessioni in cui insegno cosa fare step by step. Preferisco chiedermi cosa posso utilizzare in quel contesto per affiancare altri e aiutarli a contaminare – in maniera sana – alcuni settori di attività di un’azienda, una PMI, il metodo di lavoro di un manager o un team con spunti provenienti da un modello.

Vi propongo quindi di immaginare di Essere SMART – Quali sono gli aspetti del modello SMART dai quali vi fareste contaminare? Scegliete quello che vi fa sentire più scomodi, che vi sembra più lontano dalla vostra realtà, immaginate di sperimentarlo. Non smettete finchè non avete visto tutto.

Oltre agli elementi di novità sopra citati, ne ho selezionati alcuni per voi:

Agile Thinking e Team Agili

Le aziende SMART non temono il cambiamento; al contrario, lo abbracciano. Questo si traduce in una capacità unica di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del mercato, non solo, ma anche di essere proattive rispetto al mercato, anticipando alcune tendenze. Come è possibile questo? Grazie all’agilità. Esattamente come un ginnasta, queste aziende sono flessibili e contano su persone flessibili, che sanno lavorare in modo intuitivo e creativo. I team sono indipendenti e responsabili, sanno auto organizzarsi e procedono in autonomia. Sono naturalmente efficienti. Parallelamente, il management è chiamato a cambiare completamente il suo modello di leadership, favorendo deleghe consistenti ed investendo nel reskilling.

identificare ciò che ispira e inserirlo nello sviluppo

Valorizzazione del Capitale Umano

Le aziende SMART hanno compreso più e prima di altre che investire nelle persone è la chiave per creare valore. Attraverso programmi di reskilling e upskilling, il management e i Team acquisiscono competenze allineate alle nuove tecnologie, migliorando sia la produttività aziendale che le opportunità personali. In un contesto dove il benessere è prioritario, facilitare nuove modalità di lavoro (da remoto, smart working), sistemi premiali che includano le famiglie (es. programmi di workation) e promuovere una cultura aziendale inclusiva possono rappresentare un vantaggio strategico.

Essere SMART

SMART è un modello di business ed un possibile scenario di sviluppo dell’impresa, che lavora attraverso una combinazione di tecnologia, innovazione e attenzione al capitale umano. Adottando modelli organizzativi flessibili e inclusivi, queste organizzazioni dimostrano una spiccata capacità di affrontare le sfide della modernità e di prosperare in un mercato sempre più competitivo.

SMART è anche un’attitudine e una soft skill importante da coltivare per lavorare in un contesto che si modifica velocemente.

Nelle mie consulenze individuali e aziendali

Mi ispiro a SMART, quando incontro incapacità di apprendere dagli errori, rigidità, resistenza al cambiamento e sovraccarico lavorativo. Mi concentro sul supporto alle persone: dipendenti e board. Il mio obiettivo è l’autonomia: propongo una partnership e lavoro in affiancamento nell’analisi dei problemi e nella ricerca delle soluzioni migliori. L’obiettivo è costruire fondamenta solide per il cambiamento, permettendo all’azienda di evolversi in modo sostenibile e vincente.

Il mio ruolo non è solo tecnico, ma relazionale: portare nuove prospettive e ispirare fiducia all’interno dell’organizzazione.

  • Alleno le persone a sviluppare una mentalità orientata all’innovazione e l’agilità;
  • Lavoro a stretto contatto con il management per favorire una leadership che incoraggi la delega, la partecipazione attiva e l’adattabilità ai cambiamenti;
  • Facilito percorsi di crescita personale e professionale per i team, rendendoli autonomi, responsabili, coinvolti e propositivi;
  • Aiuto a promuovere una cultura aziendale che premi l’apertura al cambiamento, valorizzi l’intuito e consideri l’errore come una risorsa.

Carlotta Clavarino – Consulente e Formatrice esperta in aziende e contesti organizzativi complessi
Laureata in Giurisprudenza si è diplomata Counsellor Professionista Analitico Transazionale ad Indirizzo Organizzativo.

Bibliografia essenziale:

  • De Ambrosio, U. (2022). Organizational cultures and change interventions, Transactional Analysis – A passport for the next decades, New Theory and Practice of Transactional Analysis in Organization, London – New York,Routledge – Taylor & Francis Group
  • Krausz, R. (2022). Transactional Analysis – A passport for the next decades, New Theory and Practice of Transactional Analysis in Organization, London – New York,Routledge – Taylor & Francis Group
  • Lisca, F. (2017) Il quinto paradigma – Come trasformare la propria azienda in un’organizzazione agile. Milano – Franco Angeli
  • Thoren, P.M. (2019). Agile people – un approccio radicale per HR & Manager (che crea dipendenti motivati, Milano – Guerini Next
  • Casaleggio Associati (2019), Smart Company – L’evoluzione dell’azienda con la 4a Rivoluzione Industriale, Strategie di Rete, REPORT #19

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